I pericoli della rete: l’autodiagnosi al tempo di google

Quando ho cominciato ad esercitare la professione medica, oltre trenta anni fa ormai, l’unico modo per capire se un particolare sintomo era il segno di una patologia passeggera o di una più grave era recarsi dal proprio medico di famiglia, dal cardiologo, dal ginecologo, dal neurologo e via dicendo, a seconda del sintomo e dell’area di competenza dello specialista.

Oggi, però, le persone dispongono di un medico personale che è in grado di diagnosticare ogni tipo di patologia in un lasso di tempo misurabile nell’ordine dei decimi, o dei centesimi, di secondo: il dottor Google.

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