Come si puo’ risolvere il problema delle atrofie vaginali senza ricorrere alle terapie ormonali?

Quando una donna supera l’età della menopausa, può andare incontro a dei profondi cambiamenti nel proprio apparato uro-vaginale, diretta conseguenza della diminuzione nella produzione degli ormoni estrogeni.

 

Queste modificazioni sono definite atrofie vulvo-vaginali, e sono delle patologie che interessano circa il 40% delle donne in età post-menopausa; tra le loro caratteristiche principali vi sono la persistenza o, nei casi più gravi, la cronicità ed il fatto che tendono a peggiorare con il passare degli anni.

Conseguentemente, ciò fa sì che possano incidere pesantemente anche sul rapporto di coppia, visto che una percentuale estremamente elevata di donne che soffrono di queste patologie evitano i rapporti sessuali con il partner.

Questa condizione è molto più pesante di quanto si pensi per le donne in età post-menopausa, poiché oggi esse tendono ad essere sessualmente molto più attive di quanto lo fossero in passato, come dimostrato da svariati sondaggi condotti su campioni di donne di età compresa tra i 50 ed i 70 anni.

I sintomi di questa condizione patologica sono evidenti soprattutto durante un rapporto sessuale (ma non solo) e sono:

  • Secchezza (derivante dalla riduzione delle secrezioni vaginali)
  • Infiammazione
  • Vaginite atrofica (condizione infiammatoria aggravata)
  • Prurito
  • Irritazione
  • Dolore
  • Bruciore

Normalmente, la cura maggiormente utilizzata per ovviare a questa patologia è la cosiddetta T.O.S. (Terapia Ormonale Sostitutiva), cioè l’assunzione di estrogeni per via orale, con tutte le ovvie controindicazioni conseguenti, tra le quali va segnalato l’aumento del rischio di sviluppare tumori al seno; altra strada possibile per la cura dei sintomi delle atrofie vaginali è la prescrizione di terapie locali come creme a base di estrogeni.

Personalmente, con diverse pazienti ho usato anche la laserterapia e se da un lato questo tipo di trattamento elimina i rischi connessi alla terapia farmacologica, dall’altro è un metodo costoso e potenzialmente doloroso, oltre che non del tutto risolutivo, perché i cicli di laserterapia potevano dover essere ripetuti anno dopo anno.

Oggi, però, sono in grado di curare le pazienti affette da questo fastidioso insieme di patologie con un metodo assolutamente innovativo, totalmente indolore, non invasivo e privo di effetti collaterali, il trattamento VAGY COMBI che, grazie all’azione combinata di radiofrequenza ed elettroporazione, risolve in via definitiva le varie forme di atrofia vulvo-vaginale.

Infatti, da un lato la radiofrequenza riscalda delicatamente i tessuti vaginali interni ed esterni stimolandoli a produrre collagene, per favorire un ispessimento della mucosa vaginale ed una sua maggiore idratazione; dall’altro, l’elettroporazione consente a creme e farmaci di penetrare in profondità nei tessuti, senza l’utilizzo di aghi o cannule, localizzando la terapia là dove è necessario che sia più efficace, senza alcuna sofferenza per la paziente.

Tutto ciò permette di riattivare i processi metabolici cellulari per la produzione di nuovi tessuti sani e l’eliminazione di quelli malati.

Il risultato finale è estremamente soddisfacente e consente alla paziente un immediato ritorno alle sue attività quotidiane, comprese ovviamente quelle più strettamente inerenti la sfera sessuale.

Il trattamento Vagy Combi è già operativo presso il mio ambulatorio.

Per maggiori informazioni e per fissare un appuntamento, basta contattare gli Studi Medici La Villa ai recapiti contenuti nella pagina “Contatti” del mio sito web www.drcarugi.it o lasciare un messaggio nell’apposito form per essere prontamente ricontattate.