I dolori mestruali: cause e rimedi

Il termine medico è “dismenorrea”, ma per una donna il significato pratico è quello di una delle più comuni e fastidiose sindromi dolorose che possano affliggerla, il dolore mestruale.

Solitamente, il dolore mestruale è accompagnato da diversi sintomi fisiologici, che possono presentarsi tutti insieme o singolarmente, quali:

  • Mal di schiena
  • Nausea
  • Diarrea
  • Tensione mammaria
  • Capogiri e svenimenti

A questi sintomi fisiologici si possono accompagnare sbalzi di umore, stanchezza e nervosismo.

Questa sindrome dolorosa, che interessa donne fertili di ogni età, è più comune nelle donne giovani in cui il ciclo mestruale si è appena stabilizzato ed è la prima causa di assenza da scuola o dal lavoro.

La dismenorrea si può distinguere in due tipi:

  • Dismenorrea primaria

    La più frequente, che non ha origine in una causa primaria, ha inizio poche ore prima della mestruazione e può durare uno o due giorni. la dismenorrea primaria raggiunge il suo picco all’età di 16-17 anni e di solito scompare dopo la nascita del primo figlio.

  • Dismenorrea secondaria

    Ha origine in una patologia dell’apparato genitale interno come l’endometriosi, la stenosi della cervice uterina, l’adenomiosi, la malattia infiammatoria pelvicae neoplasie uterine benigne o maligne. In questo caso, la sindrome dolorosa può interessare l’intero periodo mestruale, divenendo pressoché invalidante per la donna che ne soffre.

Come affrontare dunque questa sindrome dolorosa?

Nel caso della dismenorrea primaria, il rimedio più semplice ed efficace per alleviare dolore e malessere generale consiste nell’assumere farmaci antinfiammatori non steroidei, che vanno assunti sin dai primissimi sintomi per sfruttarne appieno la funzione antidolorifica, ricordandosi di non assumerli a stomaco vuoto.

Anche stare attente all’alimentazione e praticare una normale e non stressante attività fisica può essere moto utile per alleviare i fastidi di questa sindrome.

Nel caso della dismenorrea secondaria, bisogna ovviamente agire sulla patologia scatenante ed in questo caso è fondamentale il ruolo del ginecologo, che potrà indicare il protocollo terapico più efficace.