Una nuova frontiera: l’estetica medicale non invasiva e mini invasiva.

Esercitare la professione medica è un percorso continuo ed ininterrotto di studio e di aggiornamento, che inizia il giorno dopo il conseguimento della specializzazione e termina con la conclusione della propria attività professionale.

I momenti salienti di questo percorso sono il susseguirsi delle nuove scoperte in campo terapeutico, frutto della ricerca medico-scientifica, e quello delle innovazioni tecnologiche, che mettono a disposizione dei medici strumenti sempre più avanzati e sempre meno invasivi.

Nell’ambito del mio aggiornamento professionale in campo ginecologico, sono venuto a conoscenza delle possibilità offerte dalla radiofrequenza e dall’elettroporazione come strumenti atti a trattare determinate patologie dell’apparato vulvo-genitale femminile in maniera sicura, rapida, efficace e duratura ma, soprattutto, assolutamente non invasiva e del tutto indolore.

Questo mi ha permesso di indirizzare molte mie pazienti verso questo tipo di trattamento terapeutico ambulatoriale, e di constatare la loro completa soddisfazione per i risultati ottenuti, per la totale assenza di effetti collaterali o di conseguenze post-operatorie e per la possibilità di tornare immediatamente alle normali attività quotidiane.

A questo punto, mi sono posto una serie di domande: innanzitutto, è possibile ampliare lo spettro di utilizzo di questa tecnologia anche al di fuori dell’ambito strettamente ginecologico?

Ed è utile per i miei pazienti che io intraprenda un percorso di formazione che mi consenta di utilizzare queste tecnologie per trattare patologie, ovviamente non gravi e non richiedenti l’intervento di uno specialista, ma non strettamente inerenti l’ambito ginecologico?

Terzo punto, alcuni trattamenti consentiti da questa tecnologia rientrano nel campo dell’estetica medicale (ad esempio, il trattamento degli inestetismi della pelle di viso e corpo, delle rughe, della cellulite, delle smagliature, dell’acne ed altro): quale sarebbe la percezione nei miei pazienti circa la possibilità di trattare anche questo tipo di criticità?

La risposta all’ultima domanda risiede nel fatto che questi problemi sono importantissimi per molti miei pazienti ed il desiderio di risolverli è così forte da portarli ad affidarsi a persone che, nella migliore delle ipotesi, non ottengono alcun risultato apprezzabile, mentre nella peggiore delle ipotesi rischiano di causare un danno ancora maggiore, a volte anche grave, che incide sulla loro salute e che può avere come conseguenza la necessità di intervenire chirurgicamente.

Quindi, secondo me, è decisamente utile che possano essere seguiti dal loro medico anche per questo, poiché lui più di chiunque altro può aiutarli ad intraprendere la strada più utile alla soluzione del loro problema nella sicurezza più assoluta per la loro salute.

Infatti, uno dei punti essenziali di queste nuove tecnologie è che possono essere utilizzate esclusivamente sotto diretto controllo e supervisione di un medico, perché esigono competenze che solo lui può avere.

Questo mi aiuta a rispondere anche alle prime due domande che mi sono posto.

Esercitando la professione di medico di base da molti anni ormai, nel corso del tempo ho avuto un contatto pressoché quotidiano con pazienti affetti da patologie non gravi ma certamente fastidiose che, se non trattate, rischiavano di cronicizzarsi ma che, se trattate adeguatamente, richiedevano lunghe terapie farmacologiche, costose visite specialistiche, più o meno piccoli interventi chirurgici.

Quante volte i miei pazienti sono venuti nel mio ambulatorio accusando dolorosi mal di schiena o infiammazioni a tendini e legamenti?

E quante volte ho prescritto loro antidolorifici o antiinfiammatori per trattare queste patologie, a volte con risultati non del tutto soddisfacenti?

La possibilità di poter evitare radicalmente questo percorso, se non per tutti ma almeno per una vasta maggioranza dei miei pazienti, e di poter offrire un trattamento alternativo di tali patologie, indolore e non invasivo, o quantomeno mini invasivo, è a mio modesto avviso un miglioramento tangibile delle metodologie terapeutiche ed un modo innovativo per assicurare il loro benessere psicofisico.